Mio nonno e Casini

Quando ero giovane, ormai tanto tempo fa, mio nonno mi cominciò ad educare alla politica. Facevamo lunghe discussioni quando andavo a trovarlo il fine settimana o meglio ancora d'estate, a raccogliere la frutta nel suo podere nella bassa bolognese. 
Poi tornava settembre, gli impegni a scuola e mio nonno ad un certo punto, causa l'età, lasciò il podere ad altri e cominciò a venire ad aiutare i miei genitori nel nostro negozio, fuori Bologna.
Prendeva la corriera alle 5.00 del mattino ( credo anche prima ), poi in piazza dell'unità l'autobus, e per le sei e mezza era da noi. Tutte le sante mattine,lui puntuale arrivava.
Ed a pranzo, dato che noi non ci fermavamo, cucinava per noi deliziosi manicaretti ( il suo ragù rimasto nella storia ).
E così discutevamo, ci mettevamo a tavola alle due circa e fino alle tre del pomeriggio a litigare sempre di una cosa, la politica. Eravamo in piena tangentopoli, lo ricordo bene, e i suoi miti si stavano sgretolando poco a poco. Miti non nel senso "mitizzazione del simbolo", miti come espressione di valori di una generazione per la quale un gesto banale come una stretta di mano assumeva valore notarile, o dove un pasto condiviso determinava una amicizia inscalfibile.
Capitò che un giorno, ricordo bene anche questo, il telefono squillò, lì in negozio intendo (telefonini e smartphone erano di li a venire), vado a rispondere io per puro caso e dall'altra parte sento: "Buongiorno, sono la segretaria dell'onorevole Casini, c'è il Cavaliere? ( non Silvio, mio nonno non era Silvio, era meglio a comunque Cavaliere del Lavoro sì).
Sto per rispondere ma vaff... quando ci ripenso, sai mai che invece vogliono davvero mio nonno...
Lo vado a chiamare, appena glielo dico diventa serio, viene al telefono e comincia una telefonata surreale.
Nel senso che io non potevo sentire quello che Casini diceva, ma le cose che gli diceva mio nonno erano pazzesche. Sembrava quando anni prima, in campagna da lui mentre guidavo il trattore e pensavo di essere Senna ( non avevo neanche la patente ), mi sgridava e redarguiva in quel modo bonario ma autoritario, schietto ma risoluto.
Ecco, tutto sto pippotto uno per ricordare un grande uomo, poco incline al compromesso e del quale serbo un ricordo che non solo si può definire indelebile, ma che anzi si consolida con il passare degli anni, due per dire che Casini candidato nelle file del PD avrebbe determinato uno tsunami che neanche a Fukushima... Se lo andava a mangiare vivo.
Sicuramente era un uomo d'altri tempi, ma io dico...
Con il PD?????
qualcuno ha una tavola oinja, o non so come si dice, che magari provo a parlare con mio nonno e vedo di risolvere la questione?
Ora ci provo da solo...

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